La Formula 1 versione 2026 si presenta con un calendario che profuma di svolta e racconta un Mondiale da 22 gare, non più 24, dopo lo stop a Bahrain e Arabia Saudita per motivi di sicurezza legati al conflitto nell’area del Golfo. Il via non sarà più sotto le luci del deserto, ma a Suzuka: il Giappone apre il campionato il 29 marzo, prima di una lunga pausa che porterà il circus direttamente a Miami nel weekend del 3 maggio.
La riduzione del numero di Gran Premi, senza rimpiazzi per le tappe cancellate, è una scelta che risponde tanto a esigenze logistiche quanto all’idea di alleggerire un calendario diventato ormai al limite per team e piloti. Restano confermate le Sprint, con un pacchetto di gare brevi che manterrà alta la tensione lungo tutta la stagione, e si rafforza il peso delle tappe extra-europee in un Mondiale che cerca di tenere insieme spettacolo, sostenibilità e sicurezza.
Sul fronte tecnico, la stagione 2026 porta con sé il più grande cambio regolamentare dell’era turbo-ibrida: nuove power unit con una componente elettrica enormemente potenziata, carreggiate ridotte e un peso delle monoposto in calo significativo rispetto alla generazione precedente. McLaren, Red Bull e Ferrari sono i team più attesi alla prova del nove, con Mercedes in cerca del riscatto dopo due stagioni di appannamento. Il circus si è già rimesso in moto: la gara per il titolo 2026 inizia adesso.
